Mettere in affitto a Milano

Affittare casa a Milano

Un affitto va bene quando l'inquilino paga per anni e l'immobile torna indietro come è partito. Si ottiene scegliendo il contratto giusto, il canone giusto e la persona giusta — in quest'ordine.

Agente FIMAA dal 2007 Operativo a Milano Un solo interlocutore Amministratore Assoedilizia n. 329/A1224
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Prima decisione

I contratti, spiegati in modo utile

4+4 a canone libero

Il canone lo decidi tu. Durata quattro anni più quattro, con disdetta del proprietario alla prima scadenza solo per i motivi previsti dalla legge. È la scelta di chi punta al canone più alto e non ha bisogno di rientrare in possesso dell'immobile a breve.

3+2 a canone concordato

Canone entro i limiti degli accordi territoriali del Comune di Milano, certificato da un'associazione. In cambio: cedolare secca agevolata, IMU ridotta e una durata più breve. Sui conti veri spesso vince.

Transitorio, fino a 18 mesi

Per esigenze temporanee documentate del proprietario o del conduttore. Va motivato per iscritto: un transitorio senza una ragione vera è un contratto che si può riqualificare.

Studenti universitari

Da sei mesi a tre anni, nelle città sedi di università. A Milano è una domanda costante e con una stagionalità precisa, che conviene sfruttare pubblicando al momento giusto.

Il metodo

Come lavoriamo

1

Canone e forma contrattuale

Si calcola il netto in tasca nei due o tre scenari possibili, cedolare compresa. Il canone più alto sulla carta non è sempre quello che rende di più.

2

Preparazione e pubblicazione

APE, conformità degli impianti, fotografie, planimetria. L'immobile va presentato per quello che è, senza sorprese alla prima visita.

3

Selezione del conduttore

Documenti, capacità reddituale, referenze. Le visite si fanno con chi è in grado di sostenere il canone.

4

Contratto, registrazione e consegna

Stesura, firma, registrazione all'Agenzia delle Entrate, verbale di consegna con letture dei contatori e stato dei locali. È il documento che ti salva alla riconsegna.

Gestione

Se vuoi, ce ne occupiamo anche dopo

Per chi ha più unità o non vive a Milano, seguiamo la locazione per tutta la sua durata: avvisi di pagamento ai conduttori, scadenze contrattuali e adempimenti fiscali, aggiornamenti ISTAT, riparto degli oneri accessori secondo la tabella Confedilizia-SUNIA registrata, rendiconto al proprietario.

È il servizio che usiamo oggi su due gestioni patrimoniali complete: il proprietario riceve i documenti già pronti e non deve rincorrere nessuno.

Le cose che ci chiedono più spesso

Domande frequenti

Quale contratto di locazione conviene a Milano?

Dipende da quanto vuoi guadagnare e da quanto vuoi essere libero. Il 4+4 a canone libero ti lascia decidere il canone, ma ti impegna per otto anni. Il 3+2 a canone concordato ha un canone entro i limiti degli accordi territoriali di Milano, ma dà accesso a una cedolare secca agevolata e a una riduzione IMU: molto spesso il netto in tasca è più alto del 4+4. Il conto si fa sui numeri del tuo immobile, non per principio.

Che cos'è la cedolare secca e quando conviene?

È un'imposta sostitutiva sul canone: paghi una percentuale fissa e non versi IRPEF, addizionali, imposta di registro e di bollo, ma rinunci all'aggiornamento ISTAT del canone. Oggi l'aliquota ordinaria è il 21%, e scende per i contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa come Milano. Conviene quasi sempre a chi ha un reddito medio-alto; le aliquote si verificano al momento della registrazione, perché cambiano con le manovre.

Quanto tempo ci vuole per affittare un appartamento a Milano?

Per un bilocale o trilocale in buono stato e a canone di mercato, poche settimane. I tempi si allungano quando il canone è sopra mercato, quando l'immobile è vuoto e spoglio nelle fotografie, o in agosto e sotto Natale — due periodi in cui le richieste calano ovunque e non significa nulla.

Come si sceglie l'inquilino?

Documento, codice fiscale, e la prova che il canone è sostenibile: busta paga o ultime dichiarazioni per i lavoratori autonomi, visura camerale per le società. La regola pratica è che il canone non superi un terzo del reddito netto. Una selezione fatta bene all'inizio vale più di qualunque clausola scritta dopo.

Chi registra il contratto e chi paga le spese?

La registrazione all'Agenzia delle Entrate va fatta entro 30 giorni dalla firma o dalla decorrenza, se anteriore. Con la cedolare secca l'imposta di registro non è dovuta; senza cedolare è pari al 2% del canone annuo, divisa a metà tra proprietario e conduttore salvo diverso accordo. Della registrazione ci occupiamo noi.

E se l'inquilino non paga?

Il contratto prevede tempi e modi del sollecito, e per gli usi abitativi lo sfratto per morosità si può chiedere quando il ritardo supera i termini di legge. È una strada lunga e costosa: per questo la selezione iniziale e il deposito cauzionale contano più di qualsiasi rimedio successivo.

Parliamone

Quanto può rendere il tuo immobile?

Ti dico il canone realistico, la forma contrattuale che conviene e il netto che resta in tasca in ciascuno scenario. Gratuito e senza impegno.

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